Ci ho pensato tante volte. Lo chiudo o non lo chiudo? Lo lascio qui ad appassire o lo faccio rivivere? Questione di tempo o di volontà? Orgoglio edonistico di lasciar perdere perché non ho più i lettori di una volta o semplicemente nascondersi dietro un dito?
Oggi che non ci ho pensato e che mi sono ritrovata l’indirizzo nella barra url, eccomi qui. Se scrivo è merito di Marypink che, in modo molto carino e dolce, ha parlato di me in un suo recente post e mi ha fatto capire che sono ancora viva, come blogger intendo.
Però voglio dargli un altro aspetto. Sarà che da quando vivo a Milano, ho conosciuto molto ma molto dal di dentro il mondo di Internet, ho partecipato a fiere importanti, ho imporato a fare un po’ la manager di contenuti, ho conosciuto blogger di professione che mi dicevano che non ha molto senso avere un blog personale, sarà che ho intervistato la content manager di Corriere.it, sarà quel che sarà, ma non voglio più – né tantomeno mi sento di fare così – che questo sia un blog come un diario personale.
Qui ci voglio mettere quella parte di me che ama raccontare, vedere, osservare però dal punto di vista di una siciliana trapiantata e non dal punto di vista di una giornalista che racconta per essere letta.
Semplicemente io e Milano, e quello che c’è dentro e intorno a Milano.
Inizio con la scoperta del mondo del fitness.
Ok che a Milano la gente – una parte – sia molto "fissata" con l’aspetto fisico, con la magrezza eccessiva, con i bei vestiti ecc… è molto vero, non è però di tutti: c’è una parte di gente che non passa tutte le sue giornata in palestra e non si nutre di integratori e verdure. In mezzo ci sono io. Una ex sportiva, pallavolista, che nella sua vita sarà andata in palestra – senza che servisse a prepararsi per la pallavolo – due volte. Mi sono sempre divertita: la palestra era per me un modo di fare amicizia, vedere la gente del paese lìì anziché in piazza, allenarsi mentre si fanno 4 chiacchere con l’amica sul tapis roulant. Lo era a 20 anni, lo era ancora a 26.
A 32, a Milano, decido di iscrivermi con il mio ragazzo. E inizio il giro: prima la 20 hours, palestra che conosco perché ci lavora il marito di un’amica e perché a Milano non puoi non conoscerla:i cartelloni delle sue pubblicità campeggiano ovunque. E per ora c’è la magica scritta 18 euro al mese (scoprirò poco dopo che tale pubblicità è ingannevole e solo per chi va in palestra dalle 8 alle 9.30 del mattino), senza che si parli di nient’altro. Così convinta vado in questa palestra. Non so se è una caratteristica tipica di queste palestre, ma ne ho già viste 3, hanno sempre le scale che portano in basso, un une x garage, comunque, sempre un piano in basso rispetto a quello normale e anche abbastanza nascoste. Comunque, entro, la tipa mi assale. Io timidamente e onestamente sono andata solo per chiedere e domandare, e non tanto perché fa parte del mio mestiere, quanto perché se vuoi sapere i prezzi o ti rechi in una palestra o questa comunicazione online non c’è. Mi si chiede se sono studente e mi si fa un prezzo da studente, pur io non essendolo più da 7 anni. Tant’è. Mi si prospetta un pagamento conveniente se fai l’annuale, meno se fai il semestrale, alla mia domanda se si può magari mensilmente, mi si risponde: "Nooo, non conviene proprio sarebbe 150 euro al mese". Ma dico? Se ti devi iscrivere, fai due rate: una la paghi all’entrata, una il mese dopo. 6 mesi o un anno, vie di mezzo nessuna. La palestra mi dà l’impressione di essere stretta, ci sono solo 7 tapis roulant alle 7 di sera tutti occupati, è messa un po’ male. Sostanzialmente non mi piace. Il prezzo perà è abbordabile.
Non so perché mi decido ad andare a quella vicina casa mia, ossia la mitica GET FIT che una volta avevo visto e che mi si presenta tale e quale. Avete presente le passerelle, sì quelle delle sfilate? Appena entri ti fai tutto tutto sto percorso che è lungo quanto o più di una passerella, ai lati piante, poltroncine, man mano che ci si avvicina alla recepetion in fondo sulla sinistra c’è il bar sulla destra vedi la piscina, ma devi ancora camminare per arrivare. Ora: arrivasse un bandito e dicesse "Su le mani, questa è una rapina", dovrebbe quantomeno arrivare a metà strada per essere ascoltato. ovviamente scherzo sul bandito non per il resto.
Aspetto il tipo dopo avere compilato una scheda in cui devo mettere il motivo per cui vado in palestra, quanto dista, quante volte ci voglio andare. Menomale che le informazioni le avrei dovute chiedere io. Esce il tipo, entriamo dai tornelli (ci sono i tornelli di entrata da un lato e quelli di uscita) e arriviamo alla sua fighissima scrivania e area ufficio dove lampeggia dietro il nome del tipo. Mi fa le domande, mi parla di una finanziaria per 18 mesi, offerta del periodo, ma prima di dirmi i prezzi, ovviamente decide di farmi visitare questa immensa palestra. Bella, pulita, ariosa, con tantissimi tapis roulant e gli schermi nelle macchine dove puoi anche vedere la tv, 3 sale per i corsi e poi andiamo al piano sotto: sembra di essere alle terme di Milano: da un lato la piscina, dall’altro tutto quello che io ho realmente trovato alle terme: la talassoterapia, la sauna, il percoso kneipp o kneipper del passaggio da acqua calda a fredda, le vascone idromassaggio, e tanto altro. Chiedo timidamente se si possa fare a meno delle terme nell’abbonamento, mi dice audacemente di no (come dire "ma tu hai visto com’è"), dicendomi che c’è gente che si fa l’abbonamento in palestra solo per andare alle terme perché alla fine rispetto a quelle di Milano per le quali l’ingresso è sui 45 euro, risparmia. Io do le battutine dicendo che volendo iscriverci in due non posso spendere tanto, ma quando arriviamo al dunque, mi chiede di dare un valore a quello che ho visto e io gli sparo, messa assolutamente in difficoltà, un valore che è un terzo dell’abbonamento previsto. Che tra l’altro devi subito scegliere se fai l’open ossia vai quando vuoi o il serale dalle 8.20 in poi. Non si pu sgarrare. Il tipo ci resta male dicendomi che se ho dettouna cifra così bassa è perché lui non ha saputo comunicarmi lo splendore di questa palestra, ma secondo voi io posso mai immaginare che un abbonamento che mi fai per forza a 18 mesi equivale allo stipendio medio mensile di una persona in Italia e che se voglio fare l’annuale, mi costa di più? E ancora che per avere l’iscrizione ad un prezzo decente devo darti risposta entro il giorno dopo? Io ero solo venuta a chiedere informazioni! E ancora: un tipo può venirmi mai a chiedere in quanto io spenda una cifra come quella mensile? "Ormai quei soldi li butti con una cena!". Ma parla per te! E poi mi dice, quando io gli faccio capire che per due è una cifra troppo esosa, che non voglio un impegno così lungo, che spera che io sia stata sincera.
Esco da quella palestra pensando che non mi iscriverò mai e chiedendomi"Le anziane milanesi che incontro ogni santa mattina con il borsone della Get Fit come se la possono permettere questa palestra?".
Alla fine, comunque, l’ho trovata una palestra che mi piace: alle 20 poca gente, ambiente pulito, la ragazza non mi dato la stretta del giorno dopo per farmi lo sconto e ci ha regalato mezzo mese. Non è economica, ma ci puoi andare per 4 mesi e poi decidere. E’ la Fitness First, speriamo continui a piacermi. Però almeno qui nessuno ha avuto il coraggio di guardarmi in faccia e dirmi di fronte alla mia resistenza "Be’, tu e il tuo ragazzo non lavorate entrambi? Che problema c’è per questa cifra?".
Mio caro, ognuno spende i soldi come vuole e sa i problemi che ha. Io sono stata sincera. Tu semplicemente supponente e arrogante. Meglio non entrare nel club esclusivo.